Kemetic Yoga vs Yoga Indiano: somiglianze e differenze
- Guido Cocozza
- 7 apr 2025
- Tempo di lettura: 4 min
Due vie sacre per la trasformazione interiore, un’unica chiamata al risveglio
Nel vasto panorama delle pratiche spirituali del mondo, lo yoga occupa un posto d’onore. Ma esiste un solo tipo di yoga? O il termine “yoga” è una chiave universale che apre porte diverse verso l’armonia interiore?
Sempre più persone oggi stanno scoprendo il Kemetic Yoga, una pratica che affonda le sue radici nell’Antico Egitto e che propone un viaggio profondamente trasformativo, simile – eppure diverso – dallo yoga indiano tradizionale.
In questo articolo esploreremo le somiglianze e le differenze tra queste due grandi vie dello spirito: il Kemetic Yoga e lo Yoga Indiano. Due percorsi sacri che, pur provenendo da tradizioni geograficamente distanti, condividono lo stesso intento: riconnettere l’essere umano con la propria essenza divina.

Origini culturali e spirituali
Yoga Indiano: l’eredità dei Rishi
Lo yoga indiano affonda le sue radici nei Veda, le antiche scritture dell’India, ed è stato trasmesso attraverso i secoli da saggi e maestri spirituali. Nasce come un sistema di realizzazione del Sé, attraverso otto rami fondamentali (Ashtanga Yoga), che includono etica, disciplina, posture (asana), respirazione (pranayama), concentrazione, meditazione e illuminazione (samadhi).
Kemetic Yoga: la via degli dei
Il Kemetic Yoga nasce nei templi sacri dell’Antico Egitto, o Kemet, dove la spiritualità era parte integrante della vita quotidiana. Le posture scolpite nei bassorilievi dei templi e nelle tombe dei faraoni indicano una tradizione yogica visiva, simbolica e rituale. Le pratiche erano legate ai principi cosmici di MAAT – verità, giustizia, equilibrio – e miravano all’unione del Sé con il Tutto, attraverso il concetto di Sema Tawi, “unione delle due terre”: il corpo e lo spirito, il divino e l’umano.
Somiglianze: il linguaggio universale dello spirito
1. Unione di corpo, mente e spirito
Entrambi i sistemi sono orientati all’unione: la parola “yoga” in sanscrito significa “unione”, proprio come sema in egizio. Che si parli di chakra o di principi cosmici, l’obiettivo è lo stesso: trascendere la frammentazione dell’ego e riscoprire la totalità dell’essere.
2. Movimento consapevole e respirazione
Sia il Kemetic Yoga che lo Yoga Indiano usano asana per armonizzare il corpo e il respiro per centrare la mente. In entrambi i casi, la respirazione è l’anello di congiunzione tra il fisico e lo spirituale, il ponte tra il mondo materiale e quello invisibile.
3. Meditazione e introspezione
La pratica yogica non è mai solo fisica. Entrambe le tradizioni includono momenti di silenzio, concentrazione e osservazione interiore, con l’obiettivo di entrare in stati di consapevolezza profonda.
Differenze: due espressioni della stessa saggezza
1. Iconografia e simbolismo
Nello yoga indiano, le posture sono spesso ispirate a animali, divinità o elementi naturali (es. Bhujangasana – posizione del cobra, Vrikshasana – posizione dell’albero).
Nel Kemetic Yoga, le posture derivano direttamente dalle immagini sacre dell’arte egizia, spesso rappresentanti divinità, faraoni o concetti cosmici (es. la Postura di Horus, la Posizione della Dea Maat).
Nel Kemetic Yoga, ogni gesto è una rappresentazione rituale che comunica un messaggio archetipico, una preghiera incarnata nel corpo.
2. Struttura della pratica
Lo Yoga Indiano tende a strutturare la pratica secondo uno schema codificato (8 rami, scuole distinte: Hatha, Vinyasa, Kundalini…).
Il Kemetic Yoga segue una sequenza più lenta, fluida e circolare, con enfasi sul controllo del respiro, sull’allineamento posturale e sull’energia sottile che si muove con eleganza.
Il Kemetic Yoga si avvicina più a una danza sacra che a una sequenza sportiva.
3. Filosofia di fondo
Lo Yoga Indiano si fonda sul concetto di karma, dharma e moksha (liberazione dal ciclo delle rinascite).
Il Kemetic Yoga è radicato nei 42 principi di MAAT, una filosofia di vita che include giustizia, verità, equilibrio e ordine cosmico.
In India si cerca la liberazione; in Egitto, l’armonia. Due mete diverse per una stessa evoluzione.
4. Chakra vs Neteru
Lo Yoga Indiano lavora con i chakra, centri energetici allineati alla colonna vertebrale.
Il Kemetic Yoga integra i concetti energetici con l’archetipo dei Neteru, divinità che rappresentano forze cosmiche interiori da riequilibrare e incarnare.
Quale scegliere? Oppure... integrarli?
In verità, non esiste una risposta assoluta. Il Kemetic Yoga e lo Yoga Indiano non si escludono a vicenda. Anzi, si arricchiscono. C’è chi trova radicamento e pace nel ritmo regale del Kemetic Yoga e chi vibra con la potenza energetica del Kundalini Yoga. Alcuni praticano entrambi, integrando respiro egizio e mantra sanscriti, divinità indiane e archetipi egizi.
L’importante è che la pratica ti risuoni.Che parli il tuo linguaggio dell’anima. Che ti aiuti a ritrovare equilibrio, verità e presenza.
Conclusione: due cammini, una stessa luce
Sia il Kemetic Yoga che lo Yoga Indiano sono strumenti sacri che ci guidano verso la stessa meta: la riconnessione con il Sé autentico.
Uno ci parla con il linguaggio del Nilo, della geometria sacra, della Dea Maat e del potere dei simboli.
L’altro con il linguaggio dei mantra, dei chakra, della compassione e del distacco.
Entrambi, se praticati con consapevolezza, possono aprire le porte del tempio interiore, riportandoci a casa, dove tutto è uno, dove corpo, respiro e spirito si fondono in una sola preghiera.
“Non importa da dove inizi. Ogni respiro consapevole è un passo verso la tua divinità.”
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